L’intervento riabilitativo nella discalculia evolutiva

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L’intervento riabilitativo nella discalculia evolutiva

Alcune stime italiane identificano come il 3,5% (range 3,2-3,9%) della popolazione scolastica abbia caratteristiche di DSA legate alla letto-scrittura (Barbiero et al., 2019), mentre non si conoscono i dati relativi alla discalculia evolutiva (DE). Si può tuttavia ritenere che una percentuale più bassa sia riferibile a una condizione di disturbo del calcolo o discalculia evolutiva isolata (Tucci, Tressoldi e Lucangeli, 2010): nell’anno scolastico 2018-2019, infatti, le diagnosi e certificazioni scolastiche di discalculia isolata o in  comorbidità depositate a scuola risultavano pari circa allo 1,8% della popolazione scolastica (fonte Miur).

Si stima che circa il 20% dei bambini possa avere difficoltà nell’apprendimento della matematica (Lucangeli e Mammarella, 2010), mentre l’incidenza internazionale della DE sarebbe una percentuale inferiore e pari al 5-6% della popolazione (Devine et al., 2013). La concettualizzazione della discalculia evolutiva come disturbo specifico non risulta di facile definizione rispetto alle problematiche più ampie dell’area matematica e questo genera sicuramente alcuni problemi relativi alle valutazioni cliniche e alle stime epidemiologiche.

LE DISABILITA’ MATEMATICHE

Alcuni autori usano il termine “disabilità matematiche” per tutti i soggetti che cadono al di sotto di un certo cut-off nei test standardizzati che valutano le abilità matematiche (Geary, Hoard e Hamson, 1999; 2000; Hanich et al., 2001; Jordan, Kaplan e Hanich, 2002); il 30°-35° percentile è indicato come identificatore di tale difficoltà. Nella revisione dell’ ICD-10 del 2007, viene indicato che il disturbo specifico delle abilità aritmetiche ha come caratteristiche la “mancata padronanza delle abilità di base del calcolo aritmetico delle addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e non quelle alla base di calcoli più astratti quali l’algebra, la trigonometria e la geometria”.

Nel DSM-5 viene indicato il disturbo specifico di apprendimento caratterizzato da “difficoltà a padroneggiare il concetto di numero, i dati numerici o il calcolo (ad esempio, ha una scarsa comprensione dei numeri, della loro dimensione e delle relazioni; conta sulle dita per aggiungere numeri a una sola cifra, piuttosto che ricordare i fatti matematici come fanno i coetanei; si perde all’interno del calcolo aritmetico e può cambiare procedure)”.

IL MODULO NUMERICO

La discalculia evolutiva viene spiegata come un disturbo causato da disfunzioni nel “Modulo Numerico” che compromettono la capacità di rappresentare ed elaborare la numerosità: Nei bambini discalculici si evidenziano, infatti, difficoltà proprio nell’esecuzione di compiti molto semplici (couting, confronto di quantità, subitizing, ecc.). Diversi studi hanno portato conferme  a questa teoria. Geary e colleghi (2000), ad esempio, hanno individuato sistematiche differenze tra bambini discalculici e soggetti di controllo nell’esecuzione di semplici compiti matematici in cui si richiedeva il confronto tra quantità e la lettura e la scrittura di numeri.

Koontz e Berch (1996) hanno evidenziato anche differenze nell’attività di subitizing. Sebbene sia stato dimostrato che questa abilità sia innata e condivisa con alcune specie animali, da alcune ricerche sembra emergere nei bambini discalculici  l’incapacità di utilizzare tale capacità che viene da loro sostituita con il conteggio, anche per il riconoscimento di insiemi molto piccoli (fino a tre elementi) per i quali solitamente opera il meccanismo di subitizing. Kirby e Becker (1998) hanno, invece, rilevato una maggiore lentezza dei bambini discalculici  nell’attribuire il nome ai numeri. Tutte queste difficoltà compromettono i meccanismi basali e costituiscono un ostacolo all’acquisizione delle abilità matematiche superiori.

Discalculia Evolutiva: quali interventi?

La letteratura a riguardo dell’intervento nell’area del calcolo e delle difficoltà matematiche  non risulta particolarmente florida. In ambiente scolastico gli interventi orientati ai processi di apprendimento matematico hanno mostrato evidenze nei primi anni della scuola primaria (Bryan et al., 2011) e tramite la promozione di strategie meta-cognitive funzionali (Al-Makahleh, 2011). Alcune meta-analisi hanno mostrato la superiorità degli effetti  di un intervento mediato da specialisti rispetto a un intervento in ambito scolastico (Dennis et al., 2016), ciò nonostante non molti studi hanno dedicato spazio alla ricerca nel campo dell’intervento riabilitativo.

Wilson e colleghi nel 2006 descrivono un video game The Number Race dimostratosi efficace nell’intervento sulla DE di 9 bambini tra i 7-9 anni che avevano lavorato con il software per mezz’ora al giorno, 4 volte a settimana, per 5 settimane di seguito. Il video game punta a potenziare il senso del numero tramite il confronto di quantità numeriche simboliche  e non simboliche, aumentando la comprensione e l’automatizzazione dei fatti numerici additivi e sottrattivi di base.

Un altro intervento dimostratosi efficiente è stato quello attraverso la APP Linea dei numeri di Tressoldi e Peroni (prima versione), presente nella piattaforma RIDInet: il bambino deve eseguire le indicazioni fornite e concordate con il proprio terapista, cioè l’esercitazione stabilita in tempo e ore. Questa APP nasce dall’ipotesi che si possa favorire il rapporto tra i numeri  e la rappresentazione del loro valore quantitativo su una linea orizzontale, in modo da favorire l’apprendimento e il recupero delle difficoltà in questo ambito.

di Simona Sartoretto, O. S. A e Tutor DSA