Come riconoscere casi di DSA nella scuola dell’infanzia?

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Come riconoscere casi di DSA nella scuola dell’infanzia?

Dopo la legge 170/2010, si sente sempre più spesso parlare di Disturbo Specifico dell’Apprendimento e di come sia possibile “fare scuola” oggi, a fronte di un numero sempre più elevato di diagnosi. Sicuramente, un’arma vincente per supportare adeguatamente questi bambini e ragazzi è la diagnosi precoce, che, però, prima del secondo e/o terzo anno di scuola primaria non viene fatta. Ci sono, tuttavia, dei fattori predittivi che un occhio formato e ben attento può già individuare durante la scuola dell’infanzia e attuare un intervento di sviluppo e potenziamento di quelle abilità che sembrano essere carenti o latenti in preparazione alla scuola primaria.

Sembra esserci un aumento di diagnosi, anche grazie ad una maggiore informazione e formazione, soprattutto di insegnanti, circa tale argomento e ad una tutela legislativa arrivata l’8 ottobre 2010, con la legge numero 170 che riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia come delle difficoltà specifiche di apprendimento da trattare con adeguate misure e strumenti, per permettere ai ragazzi con tali diagnosi il successo scolastico e la piena integrazione sociale e culturale.

L’articolo 2 di tale legge, in particolare, prevede la formazione degli insegnanti circa le problematiche legate ai DSA e, come sottolinea l’articolo 3, è compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare interventi atti a individuare casi sospetti di DSA (Erickson, 2013).

Osservazione e monitoraggio dei fattori predittivi nella scuola dell’infanzia

In che modo è possibile, per un’insegnante, soprattutto della scuola dell’infanzia, dove non emergono in maniera eclatante difficoltà nell’apprendimento, individuare casi sospetti di tali disturbi?

Tramite l’osservazione e il monitoraggio di alcuni tratti predittivi riscontrabili nella scuola dell’infanzia, quali ritardo del linguaggio e della motricità fine, problemi di pronuncia, costruzione di frasi con un utilizzo di vocaboli ristretto, difficoltà nel memorizzare l’alfabeto o i giorni della settimana e i nomi delle dita, alta distraibilità e agitazione motoria, e, infine, confusione tra destra e sinistra o tra le fasi della giornata.

Test per il prescreening DSA

Una volta individuati uno o più di questi fattori, l’insegnante può procedere alla somministrazione di test per il prescreening DSA; per la scuola dell’infanzia e l’asilo nido sono stati messi a punto l’IPDA e l’S-R 4-5, dei questionari che danno indicazioni sullo stato dei fatti per poi costruire ad hoc un adeguato percorso di potenziamento sui punti in cui il bambino cade particolarmente, attraverso attività di recupero didattico mirato.

Il questionario osservativo più utilizzato è sicuramente l’IPDA, che permette di osservare e valutare abilità e comportamenti manifestati dai bambini frequentanti la scuola dell’infanzia. Tanto più puntuale sarà l’osservazione, tanto più sarà possibile individuare i bambini che potrebbero incontrare difficoltà nell’apprendimento (Terreni et al., 2002)

Il questionario si compone di due parti, una pensata specificatamente per l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e una di approfondimento che può essere somministrata per tutti e tre gli anni, che vanno ad osservare le seguenti aree: attenzione, abilità interpersonali, motricità, comprensione linguistica, espressione orale, memoria, prassie, orientamento, metacognizione, pre-alfabetizzazione e pre-matematica.

Conclusioni

È importante che gli insegnanti della scuola dell’infanzia sappiano quali tratti predittivi contraddistinguono i casi sospetti di disturbo dell’apprendimento e che intervengano tempestivamente con attività di potenziamento mirate poiché una diagnosi precoce porta ad una percentuale maggiore di successo nella compensazione delle difficoltà che i disturbi dell’apprendimento causano, con conseguenze positive anche sul livello di autostima dei ragazzi con tali diagnosi (Stella, 2011).

a cura di Letizia Faroni

Riferimenti bibliografici

  • Le guide Erickson, DISLESSIA E ALTRI DSA A SCUOLA. Strategie efficaci per gli insegnanti, Erickson, Trento, 2013.
  • Stella G., Grandi L., COME LEGGERE LA DISLESSIA E I DSA. Conoscere per intervenire, Giunti Scuola, Firenze, 2011.
  • Terreni A. et al.,Materiali IPDA per la prevenzione delle difficoltà di apprendimento. Strategie e interventi, Erickson, Trento, 2002.